WooCommerce vs Shopify: guida pratica per PMI italiane


"Shopify o WooCommerce?" è probabilmente la domanda che ricevo più spesso da chi vuole aprire un negozio online. E la risposta onesta è sempre la stessa: dipende da cosa vendi, quanto sei disposto a smanettare, e se il tuo obiettivo è partire subito o costruire qualcosa che scala nel tempo senza sorprese sui costi.
In questa guida confrontiamo i prezzi reali di entrambe le piattaforme nel 2026 (non quelli che leggi nei confronti generici), le commissioni nascoste e la diffusione reale in Italia e nel mondo. Vediamo anche i casi in cui né l'una né l'altra bastano, e serve invece un e-commerce costruito su misura.
In breve
- Shopify parte da 27 €/mese (piano Basic, 19 €/mese con fatturazione annuale), con commissione aggiuntiva dello 0,5-2% se non usi Shopify Payments (Shopify Italia)
- WooCommerce è gratuito come plugin, ma richiede hosting (23-320 €/mese) e plugin premium (27-275 €/anno ciascuno): "gratis" è un punto di partenza, non il costo reale
- WordPress alimenta oltre 4 siti web su 10 nel mondo (41,5%), e WooCommerce circa il 48,6% dei siti e-commerce che usano un CMS riconoscibile (W3Techs)
- L'e-commerce B2C in Italia ha superato i 62 miliardi di euro nel 2025, ma il 54% delle aziende italiane fatica ancora a vendere fuori dai confini nazionali (Osservatorio eCommerce B2C Polimi)
- Per volumi alti, logiche B2B o integrazioni ERP profonde, entrambe le piattaforme mostrano i limiti: qui entra in gioco l'e-commerce custom
WooCommerce e Shopify: perché non è solo un confronto di prezzo?
Shopify è una piattaforma SaaS chiavi in mano: ti iscrivi, paghi un canone mensile, e hai hosting, sicurezza, aggiornamenti e checkout già pronti. WooCommerce è un plugin gratuito per WordPress: tu (o chi lavora per te) ti occupi di hosting, sicurezza, aggiornamenti, e componi le funzionalità con altri plugin. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra affittare un negozio già arredato e comprare un locale vuoto da allestire come vuoi.
Questa differenza filosofica spiega perché il confronto sui prezzi "di listino" è fuorviante se preso da solo. Shopify sembra costare di più a prima vista, ma include cose che su WooCommerce sono voci di spesa separate. WooCommerce sembra gratuito, ma "gratis" è solo il punto di partenza. Se stai valutando anche quanto costa realizzare un sito prima ancora di aprire il negozio online, la nostra guida ai costi di un sito web a Bergamo ti dà un quadro completo dei prezzi di mercato.
Quanto costa davvero Shopify nel 2026?
I piani ufficiali Shopify per il mercato italiano (shopify.com/it/pricing):
A questo si aggiungono le commissioni di Shopify Payments sulle transazioni con carta: dall'1,9%+0,25€ del piano Basic all'1,6%+0,25€ dell'Advanced (più alte per carte Amex e internazionali, dal 3,6% al 3,2%+0,25€) (Shopify Help Center). Se invece usi un gateway di pagamento diverso da Shopify Payments (es. per motivi di cambio o contratti già esistenti), paghi anche la commissione aggiuntiva indicata in tabella sopra ogni singola vendita.
Quanto costa davvero WooCommerce nel 2026?
WooCommerce come plugin è gratuito e senza revenue share sulla piattaforma stessa (WooCommerce.com), ma il costo reale emerge dalla somma di:
Alcune stime di settore collocano il costo totale annuo di un negozio WooCommerce piccolo-medio tra 1.800 e 15.000+ €/anno, a seconda di quanti plugin premium servono e del livello di hosting scelto. È un range ampio perché arriva da fonti di settore, non da uno studio con metodologia pubblica: usalo come ordine di grandezza, non come cifra precisa per il tuo caso specifico.
La differenza sostanziale con Shopify è che su WooCommerce nessuno ti obbliga a pagare per funzionalità che non usi, ma nemmeno nessuno ti impedisce di sommare dieci plugin da 20 €/mese ciascuno senza accorgertene. È una piattaforma che premia chi la gestisce con metodo, e penalizza chi la lascia crescere senza controllo dei costi ricorrenti.
Chi vince per diffusione: enterprise o numero di negozi?
I dati di market share vanno letti con attenzione perché le fonti primarie (BuiltWith, StoreLeads) non pubblicano pagine liberamente consultabili con metodologia trasparente. I numeri che circolano sono quasi sempre citazioni di seconda mano. Con questa cautela: secondo dati BuiltWith citati da Mobiloud, Shopify rappresenta il 26,2% di tutti i siti e-commerce tracciati e sale al 28,8% tra il milione di siti più trafficati, segno di una forte presenza tra i negozi enterprise e ad alto traffico.
Il dato più solido e verificabile direttamente è quello di W3Techs: WordPress alimenta il 41,5% di tutti i siti web con CMS noto, e WooCommerce da solo copre l'8,2% di tutti i siti web e il 48,6% dei siti e-commerce che usano un sistema riconoscibile. È la piattaforma più diffusa in assoluto per numero di negozi, soprattutto nella lunga coda delle PMI.
La sintesi onesta: Shopify domina tra i brand enterprise e i negozi ad alto traffico che vogliono zero manutenzione tecnica; WooCommerce domina in numero assoluto di negozi attivi, in particolare tra piccole e medie imprese che hanno già un sito WordPress o preferiscono controllo diretto sui costi.
Quali differenze tecniche contano davvero per una PMI?
Oltre al prezzo, ci sono differenze strutturali che pesano nella scelta quotidiana:
Multi-lingua e multi-valuta. Shopify Markets gestisce nativamente più valute e lingue con URL localizzati automatici. Su WooCommerce serve un plugin dedicato (WPML, Polylang) configurato a parte: più lavoro iniziale, ma più controllo su come viene gestita la localizzazione.
Ecosistema di estensioni. Lo Shopify App Store conta circa 8.000 app; l'ecosistema WordPress supera le 59.000 estensioni complessive (non tutte specifiche per e-commerce). Su Shopify trovi meno scelta ma più qualità media e supporto garantito; su WooCommerce trovi più scelta ma qualità più variabile, e serve competenza per selezionare i plugin giusti. Lo stesso compromesso tra piattaforma chiavi in mano e controllo diretto lo trovi nel confronto tra WordPress e Next.js per i siti aziendali.
Vendor lock-in. Su Shopify il negozio vive sull'infrastruttura proprietaria della piattaforma: se un giorno vuoi cambiare, la migrazione di temi e app personalizzate richiede lavoro. Su WooCommerce il core è open source (WordPress), quindi il lock-in di piattaforma è minore, ma si accumula una dipendenza diversa: quella da decine di plugin di terze parti che devono restare compatibili tra loro ad ogni aggiornamento. Non esiste uno studio con dati quantificati su questo rischio: è un tema da valutare qualitativamente, non con una percentuale precisa.
Il mercato e-commerce italiano nel 2026: il contesto per decidere
La scelta tra WooCommerce e Shopify va inquadrata dentro un mercato che sta crescendo in modo solido. Secondo l'Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, il valore dell'e-commerce B2C italiano ha superato i 62 miliardi di euro nel 2025 (+6-7% sul 2024), di cui circa 40,1 miliardi di prodotto (+6%) e 22,3 miliardi di servizi (+8-9%). L'incidenza dell'online sul totale retail di prodotto è salita all'11,2% (+0,5 punti percentuali), e i consumatori digitali italiani hanno raggiunto 35,2 milioni (+1,5 milioni sull'anno precedente).
Un dato su cui riflettere se vendi (o vuoi vendere) all'estero: oltre il 54% delle aziende italiane fatica ad espandersi oltre i confini nazionali. È qui che le funzionalità multi-valuta e multi-lingua native di Shopify Markets possono fare la differenza rispetto a una configurazione WooCommerce multilingua fatta a mano, a patto che il volume di vendite estere giustifichi il piano Shopify più costoso necessario per sbloccarle.
Va anche detto che il carrello abbandonato resta un problema strutturale del settore, indipendentemente dalla piattaforma scelta: il tasso medio di abbandono carrello nell'e-commerce è del 70,22%, calcolato su 50 studi diversi e rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi 5 anni (Baymard Institute). Non è un dato specifico di Shopify o WooCommerce: è un problema di checkout, fiducia e costi di spedizione che va affrontato a prescindere dalla piattaforma.
Quando né Shopify né WooCommerce bastano?
Ci sono situazioni in cui entrambe le piattaforme, per quanto valide, mostrano i loro limiti strutturali:
- Logiche B2B complesse: prezzi differenziati per cliente o categoria, contratti quadro, listini che cambiano in base al ruolo di chi acquista
- Sincronizzazione in tempo reale con più magazzini fisici o con un gestionale/ERP che non ha connettori nativi
- Configuratori di prodotto avanzati con calcolo prezzo dinamico su combinazioni complesse di varianti
- Volumi molto alti dove le commissioni per transazione o i costi di hosting scalano in modo poco prevedibile
In questi casi, il costo di partenza di un e-commerce custom è più alto: indicativamente a partire da 8.000-15.000 € per un progetto con integrazioni di media complessità, fino a cifre più alte per configuratori avanzati o integrazioni ERP profonde, come approfondiamo nella nostra guida allo sviluppo e-commerce personalizzato. In cambio elimina le commissioni per transazione e ti dà pieno controllo sulla logica di business. Lo stesso discorso, applicato al mondo dell'artigianato bergamasco, lo trovi nella nostra guida su e-commerce per artigiani: custom o Shopify.
Domande frequenti
Come decidere senza sbagliare
Se stai iniziando ora con un catalogo semplice, parti da una delle due piattaforme in base a cosa hai già: Shopify se vuoi zero manutenzione tecnica, WooCommerce se hai già un sito WordPress o vuoi controllo diretto sui costi ricorrenti. Se invece il tuo business è già avviato e ti scontri con i limiti strutturali di entrambe (B2B, integrazioni, volumi), è il momento di valutare seriamente un e-commerce custom.
Se vuoi un confronto onesto per il tuo caso specifico, contattami: in una call di 30 minuti guardiamo insieme cosa vendi, quanto vendi e dove, e ti dico quale strada ha davvero senso per la tua azienda, senza spingerti verso la soluzione che mi conviene vendere.
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